Morire, di troppa umanità

Il libro di cui parlerò giovedì in radio, racconta una storia triste e anche bellissima. Ho registrato il podcast questo pomeriggio e in un paio di punti non è stato facile. Un po’ per la lavatrice messa in moto dalla coinquilina, che non volevo si sentisse… perché va bene il senso d’immediatezza che tanto amo nelle trasmissioni radiofoniche, ma la centrifuga come sottofondo mentre parlavo di ghigliottina, non mi avrebbe tanto aiutata.

Facebook

Ghigliottina, questa è la parte triste della storia. Un uomo in carcere, poche settimane di fronte prima che venga condotto al patibolo. Il fatto che lui ce lo racconti, che lo racconti al mondo intero, quella è la parte bellissima. Siamo nel 1828, è Victor Hugo a scrivere e usa – in modo tremendamente moderno per la letteratura di quel periodo e per le sue intenzioni politiche – la prima persona singolare.

Quindi, c’è un io, chiuso in una cella, lontano dalla luce del sole. Lontano da tutti, potremmo dire, in buona parte anche da se stesso; ma non lontano da una certa parte di sè che intende andare avanti e lottare. Per se stesso, non può più far nulla, ma ha la possibilità di lasciare uno scritto per chi verrà dopo, perché forse le cose cambino.

Sono cambiate, ma solo in parte. Mentre registravo, mi chiedevo con un certo livello di perplessità che cosa direbbe al giorno d’oggi Hugo. In quali Paesi riconoscerebbe quel sogno di umanità che a detta di tutti ha contraddistinto la sua narrazione; come reagirebbe di fronte alle statistiche di pena di morte? alle esecuzioni e alla nazionalità dei carnefici? Come tante cose nella vita, ce lo possiamo solo immaginare.

Ma la cosa più bella, e più vera in un momento di altissima finzione letteraria come quella di “L’ultimo giorno di un condannato a morte”, altro non è che la voglia viscerale del condannato di chiedere un lume, della carta, inchiostro e penne. C’è quanto di più autentico ed umano possiamo immaginarci in questa richiesta e nel successivo atto d’impugnare ciò che resta del proprio destino e di riappropriarsi del filo narrativo della propria vita.

Penso a Giulio Regeni, alle reazioni che leggo sui giornali, sui social, nelle chat. Di quali parole avrebbe voluto riempire un foglio con i segni della sua lingua? Quali frasi si rincorrevano nella sua mente? Quanta umanità ci rimane per capire che la sua fine, lontano da ogni retorica, è triste?

Ho imparato la carta del cinismo, la gioco in più occasioni. Mi riveste di un muro freddo e liscio che non lascia appigli. Ma è un muro con dei buchi, piccoli, attraverso i quali passano la paura che avrebbe potuto essere un amico – e la tristezza grigia di rispondersi “grazie al cielo non lo conoscevo!” – la rabbia perché di queste storie ne ho sentite troppe. Giovane, italiano, di belle speranze…

Questo gesto tocca tutta la mia generazione, tocca chi non ha smesso di credere nel potere delle parole, tocca la libertà più sacra di tutte, quella dell’informazione. Mi piace immaginare questo ragazzo come un uomo che sogna frasi ad un lume, usando la penna della mente e l’inchiostro del buio che gli si è stretto attorno.

Continua a scrivere nella nostra mente, Giulio. Come Ilaria Alpi prima di te. Regalaci un continuum del sogno di umanità al quale ancora crediamo e che, come Hugo ai tempi, non lasceremo morire mai.

Annunci

7 pensieri su “Morire, di troppa umanità

  1. La morte di Giulio, non c’è dubbio ha lasciato tanta amarezza e sgomento in noi Italiani. Se devo cogliere un messaggio da questa triste vicenda è il continuo riferimento ai valori non comuni di questo ragazzo che ogni giorno raccontano i media, e a mio parere, è uno forte esempio di coraggio e determinazione anche per gli altri giovani della sua età. Si dava da fare, s’interessava di tutto, era un appassionato studioso e soprattutto era ben voluto da tanta gente: valore di non poco conto al giorno d’oggi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...